Ausa, il torrente

Il Collettivo Spazio d’Azione Visuale sviluppa ricerche fotografiche e video con approccio documentario e finalità artistiche. In questo progetto il soggetto d’indagine è l’Ausa, il torrente che nasce dai calanchi di Ventoso, nella Repubblica di San Marino, e attraversa il territorio fino a confluire nel Marecchia alle porte di Rimini. Lungo il suo percorso, l’Ausa diventa medium per osservare non solo il corso d’acqua, ma anche le trasformazioni ambientali, sociali e culturali che si intrecciano sulle sue rive.

Michele Astolfi affronta il torrente come esperienza fisica e contemplativa. Attraverso uno sguardo diretto e personale, osserva lo scorrere dell’acqua come metafora del tempo e del cambiamento, alternando dettagli essenziali e vedute del paesaggio urbano che si sviluppa attorno al corso d’acqua. 

Lorenzo Babbi si focalizza sulla pratica notturna, esplorando il tratto del deviatore che in condizioni di scarsa illuminazione si presenta come un ambiente inquietante, malsano e quasi distopico. Le caratteristiche del corso d’acqua non corrispondono a quelle di un fiume che ha fatto parte della memoria cittadina, ma piuttosto a quelle di un canale di scolo, una fogna a cielo aperto. L’Ausa diventa pertanto una presenza estranea, che esclude ciò che si trova al di fuori dei suoi argini, impedendo qualunque tipo di interazione.

Laura Conti percorre il tratto finale dell’Ausa, dal confine sammarinese fino alla confluenza nel Marecchia. La sua ricerca indaga un territorio frammentato, tra aree industriali e periferie urbane, costruendo attraverso la fotografia una ricomposizione immaginaria fatta di luoghi, persone e consuetudini che ancora gravitano attorno al torrente.

Gabriele Giardi segue il percorso delle acque meteoriche che, partendo dal territorio di Domagnano, raggiungono l’Ausa. Il progetto esplora la rete di connessioni invisibili che attraversa abitazioni, campagne e infrastrutture, restituendo una lettura diffusa del rapporto tra paesaggio e corso d’acqua.

Marco Guidi mette in relazione due realtà apparentemente distanti: il Parco Ausa della Repubblica di San Marino e il laboratorio artigianale “Solitario” di Giovannino Pasini. Attraverso il tema della solitudine, la ricerca riflette sulle dinamiche di incontro e distanza che attraversano tanto gli spazi sociali quanto quelli produttivi.

Francesco Presepi indaga il momento in cui la geografia diventa progetto. La deviazione artificiale dell’Ausa è letta come una frattura tra il corso d’acqua e la sua memoria urbana. Le immagini si muovono tra la presenza del deviatore e l’assenza dell’antico alveo, esplorando la tensione tra trasformazione e permanenza.

Beatrice Righi osserva l’Ausa come spazio di vita e relazione. La sua ricerca si concentra sulle attività, gli incontri e le forme di socialità sviluppatesi lungo le rive del torrente, restituendo un racconto del rapporto quotidiano tra ambiente naturale e uomo.

Marco Vincenzi percorre a piedi il tratto sammarinese dell’Ausa, dai calanchi di Ventoso al Parco di Dogana. Con l’attitudine del flâneur segue la traccia del torrente e interagisce visivamente con ciò che incontra, per poi ricostruirne un paesaggio elaborato artisticamente.

Opera realizzata per il progetto “Arti e Paesaggi Urbani – Ausa 2025-2026” di Ecomuseo Rimini APS, inserito nel programma di Ritorno all’Astoria (DGR 903/2024)

Michele Astolfi

Lorenzo Babbi

Laura Conti

Gabriele Giardi

Marco Guidi

Francesco Presepi

Beatrice Righi

Marco Vincenzi

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